
Contrattualistica | Studio Fancello e Zanetti
Che stipulare un buon contratto sia importante nessuno lo pone in dubbio.
Eppure, la prassi più diffusa indulge all’uso di modelli prestampati o bozze riadattate. Non è inusuale che contratti anche di grande valore economico utilizzino schemi elaborati da chissà quale ufficio legale, accresciuti di mano in mano per accumulazione, e modificati in fretta per giungere alla firma in tempo. Sovente, alla prima contestazione questi accordi si rivelano imprecisi, mal congegnati, inadatti al rapporto che dovrebbero regolare.
Noi crediamo che ogni contratto debba essere strettamente personalizzato per prevenire i contenziosi, prima ancora che risolverli vantaggiosamente.
Nell’ambito della contrattualistica il nostro Studio può mettere a disposizione gli strumenti per la migliore tutela contrattuale, sia nella fase di redazione e di verifica, sia nelle eventuali controversie stragiudiziali e giudiziali.
Sette domande sulla contrattualistica
1. Perché è importante che un contratto sia completo, equilibrati e preciso?
L’art. 1372 c.c. afferma icasticamente che «Il contratto ha forza di legge tra le parti». Questo significa che i contraenti sono tenuti personalmente al rispetto degli obblighi che assumono, e che ne rispondono come se fossero imposti loro dalla legge.
E’ chiaro dunque quanto sia essenziale che i tempi, i modi e il contenuto delle prestazioni siano chiaramente individuati, e quanto possa fare la differenza introdurre bilanciamenti e strumenti adeguati per tutelarsi da eventuali inadempimenti. Questo a maggior ragione considerato che, sempre per l’art. 1372 c.c., dal contratto non si può sciogliere che per «mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge».
2. Che cosa comporta il mancato rispetto di un contratto?
In caso di inadempimento di una parte, le possibilità che si aprono sono fondamentalmente due: richiedere l’osservanza del contratto, oppure la sua risoluzione, cioè lo scioglimento del vincolo contrattuale. In quest’ultimo caso è però richiesto che l’inadempimento non sia di scarsa importanza, altrimenti la risoluzione non può essere ottenuta. In entrambi i casi, il contraente danneggiato ha il diritto di richiedere un risarcimento per i danni subiti.
3. Come si ottiene la risoluzione del contratto?
Occorre promuovere un giudizio nel quale il giudice dovrà valutare la condotta delle parti, la ricorrenza dell’inadempimento e la sua gravità, nonché l’esistenza e l’entità del danno laddove venga richiesto un risarcimento. L’onere della prova, ovviamente, ricadrà su chi agisce. Qualora decida per la fondatezza della richiesta, la sentenza pronuncerà la risoluzione del contratto, che deriverà dalla decisione stessa.
4. Si può ottenere la risoluzione del contratto senza ricorrere al giudice?
Di fronte a un grave inadempimento di una parte, è possibile diffidarla formalmente a rendere la prestazione dovuta entro un termine congruo, di regola non inferiore a 15 giorni, a pena di risoluzione. Decorso invano il termine, il contratto sarà risolto di diritto, senza necessità di una pronuncia giudiziale.
E’ sempre possibile, s’intende, che la parte inadempiente ricorra alla giustizia per contestare, per esempio, la gravità della mancanza o la congruità del termine assegnato. Tuttavia, se dovesse decidere per la correttezza della diffida, la decisione si limiterà ad «accertare» la risoluzione già avvenuta. Altri casi da cui può derivare la risoluzione legale derivano dalla previsione di una clausola risolutiva o di un termine essenziale.
5. Per la contrattualistica cos’è una clausola risolutiva espressa?
Quando si annette particolare l’importanza ad alcune obbligazioni, può essere utile rafforzarle con una clausola risolutiva espressa. Si tratta di uno strumento con cui si prevede che qualora la prestazione non venga adempiuta secondo le modalità stabilite il contratto si risolverà automaticamente. Questo meccanismo stabilisce quindi in anticipo le conseguenze di un eventuale inadempimento, e semplifica la gestione dei contratti.
In caso di inadempimento, infatti, è sufficiente che la parte comunichi all’altra la propria intenzione di avvalersi della clausola. E’ tuttavia fondamentale che la pattuizione sia redatta con precisione, evitando interpretazioni ambigue capaci di generare conflitti e di vanificare gli obiettivi di sicurezza che la clausola dovrebbe garantire.
6. Per la contrattualistica cos’è il termine essenziale?
Un modo per rendere più forte un obbligo sotto il profilo temporale è quello di stabilire un termine essenziale. Ai sensi dell’art. 1457 c.c., se un termine fissato per la prestazione è considerato essenziale, il contratto si risolve automaticamente in caso di inadempimento. Questo meccanismo serve a garantire che le parti rispettino le scadenze concordate, evitando ritardi che potrebbero compromettere l’utilità economica del contratto.
È importante tener presente che per ottenere questo effetto non è sufficiente affermare l’importanza di un termine, ma deve essere espressamente indicata la sua essenzialità. Una formulazione infelice può infatti prestare il fianco a interpretazioni diverse e impedire la risoluzione automatica.
Anche in presenza di un termine essenziale, è possibile che il creditore accetti un adempimento tardivo, se ciò risulta più vantaggioso per i propri interessi. In questo caso, per rinunciare all’effetto risolutivo basterà comunicare alla parte in ritardo, entro tre giorni dalla scadenza, la volontà di esigere comunque la prestazione.
7. Per la contrattualistica che cos’è la transazione?
Spesso il disaccordo fra le parti può essere composto attraverso un accordo: si parla allora di transazione. Si tratta di un contratto vero e proprio, con il quale si regolano i diversi interessi patrimoniali e si pone fine a un contenzioso già insorto o che sta per nascere. Gli elementi fondamentali di una transazione sono l’accordo su tutti i punti in contesa e la reciproca rinuncia a una parte delle rispettive pretese.
Essendo un atto volto a definire un conflitto è indispensabile che la sua redazione sia previdente e accurata, per non far sorgere altri motivi di contrasto. E’ quindi indispensabile la forma scritta, così da dimostrare l’esistenza e il contenuto dell’accordo davanti a un giudice. Per proteggersi da un possibile inadempimento, può essere poi opportuno precisare che, in caso di mancato rispetto delle intese, il creditore potrà far valere la sua pretesa iniziale. Questo accorgimento permette di conservare la possibilità di azionare i diritti originari, garantendo una maggiore sicurezza legale.

Per fissare un incontro o un appuntamento telefonico riguardante i temi della contrattualistica, è possibile utilizzare il modulo on-line qui di seguito riportato. Per un contatto diretto è disponibile il numero 02-7386622. Lo Studio si trova a Milano, in viale Regina Margherita, 1
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