avvocatostudiolegalemilanoLa salute è la cosa più importante, si dice: ma è anche la cosa più delicata. Basta un incidente stradale, o un dottore distratto, ed ecco che possono prodursi conseguenze psicofisiche enormi, e perfino la morte. Quando ciò accade, è importante capire al più presto che cosa fare e muoversi correttamente, così da ottenere il giusto risarcimento per il danno subito. In questi casi il nostro studio offre tutta l’assistenza necessaria per ottenere il risultato migliore.

Sette domande sul diritto alla salute

  1. Come si calcola il danno alla salute?

Il danno alla salute è il danno all’integrità psicofisica, cioè la diminuzione che un soggetto subisce, in termini di salute, in conseguenza di un evento. La traduzione del danno in denaro avviene, molto semplificando, attraverso due passaggi. Il primo consiste nella valutazione da parte di un medico legale, che esprime la diminuzione dell’integrità in termini percentuali (es: 20%). Il secondo fa applicazione di tabelle che determinano il risarcimento in funzione dell’età del danneggiato e dei punti percentuali riconosciuti.

  1. Si può richiedere il risarcimento per altri danni?

Oltre al danno alla salute è possibile allegare altri pregiudizi. Per esempio, si può chiedere il risarcimento del danno economico, cioè la perdita patrimoniale subita in conseguenza dell’evento. Le spese mediche e di assistenza e la diminuzione di reddito, rientrano in questa categoria. E’ importante fornire, al riguardo, elementi certi e documentali. Un altro tipo di danno ipotizzabile è il danno esistenziale, in cui confluiscono quegli sconvolgimenti della vita quotidiana, ulteriori rispetto alla norma, causati dall’evento dannoso. La liquidazione di questo pregiudizio non è evidentemente collegata a dati certi, ed è per forza equitativa.

  1. Chi ha diritto al risarcimento?

In primo luogo il soggetto danneggiato. Si tratta di un suo diritto personale trasmissibile agli eredi. L’evento, però, può coinvolgere anche altri soggetti, come i conviventi e i parenti, che hanno un diritto al risarcimento indipendente da quello del danneggiato.

  1. In caso di errore medico, a chi bisogna chiedere il risarcimento?

I soggetti responsabili sono il medico e la struttura sanitaria. Nel caso di sanità pubblica è opportuno coinvolgere anche l’AST. La compagnia assicurativa interviene solo per sollevare l’assicurato dall’obbligo risarcitorio e per gestire le trattative, ma non assume nessuna responsabilità per i fatti. Il danneggiato non ha quindi nessun diritto ad ottenere il risarcimento dall’assicurazione.

  1. Come si ottiene il risarcimento per errore medico?

Il contenzioso può innanzitutto risolversi con trattative senza promuovere una causa (in via stragiudiziale). In questa fase, quando se ne abbia convenienza, si può accedere alla Mediazione obbligatoria, un procedimento che coinvolge un terzo (Mediatore) con il compito di cercare un’intesa fra le parti. Quando le trattative non giungono a un risultato, però, il passo più utile è presentare ricorso per Accertamento Tecnico Preventivo (ATP). Il danneggiato, in sostanza, chiede al Giudice di nominare un proprio Consulente che accerti il danno e le sue cause, e promuova la conciliazione fra le parti. Se si raggiunge un accordo, il contenzioso viene definito. Se la conciliazione non riesce, invece, il danneggiato ha il vantaggio di acquisire una perizia imparziale che potrà far valere in causa. Il giudizio civile rimette al Giudice la valutazione del danno e le eventuali questioni di fatto e di diritto che non sono state affrontate nella consulenza tecnica.

  1. Chi deve pagare il risarcimento del danno da incidente stradale?

I soggetti responsabili sono il proprietario del veicolo e il conducente, in solido fra loro. Ciò significa che ciascuno dei due è tenuto a risarcire l’intero danno. Il danneggiato non può essere costretto ad accettare un pagamento parziale ed è totalmente estraneo ai rapporti fra i corresponsabili. La legge prevede peraltro, in via eccezionale, il diritto del danneggiato di agire nei confronti della Compagnia assicuratrice avversaria. Quest’ultima rientra quindi fra i soggetti che hanno il dovere di risarcire il danno.

  1. Che cos’è il concorso di colpa?

In caso di sinistro la legge presume che la responsabilità vada suddivisa tra i soggetti coinvolti. Questo comporta che per regola generale al danneggiato spetti un risarcimento ridotto in proporzione alla sua ipotetica responsabilità. Per ottenere il ristoro completo occorre contrastare la presunzione. Sebbene la responsabilità esclusiva di un conducente rispetto all’altro possa essere ricavata anche dalla dinamica dell’incidente, è importante acquisire più elementi possibile. Ammissioni, testimoni, fotografie possono rivelarsi determinanti.

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